sabato 28 maggio 2011

"Once is a mistake, twice is jazz"

Ci avete sentiti più volte, a lamentarci che a Coimbra non c'è niente da fare, non succede mai niente. (Io in realtà sospetto che a Coimbra ci sia molto da fare, ma che nessuno lo sappia, le poche notizie che ci sono vengono conservate gelosamente in un cassetto e guai a condividerle con qualcuno...) Perciò è solo naturale che quando ci raggiunge la notizia di qualche programmazione speciale tentiamo subito di approfittarne.
La parola chiave è "tentiamo". E l'esempio di oggi è il festival di musica jazz, "Jazz ao Centro":
Fonte: Turismo de Coimbra
Le cose sono andate così:
  1. Un giorno per caso vedo il cartellone con il programma. Non che io sia una patita di jazz, ma mi incuriosisce, soprattutto perché due dei concerti in programma saranno all'interno della vecchia chiesa di Santa-Clara-a-Velha.
  2. Faccio subito una ricerca su internet, trovo il programma, ma nessuna indicazione sui costi.
  3. Trovandomi per altri motivi alla sede distaccata dell'Ufficio del Turismo, decido di chiedere a loro. Dovete sapere che la sede distaccata ufficialmente esiste, ma in realtà è composta da un computer portatile in equilibrio instabile su un bancone, con una persona (dall'aspetto sono tutti stagisti) che lo usa per navigare per i fatti suoi. Quando chiedo, la risposta consiste nel cercare informazioni su internet, trovare la pagina che avevo già visitato da sola, verificare che non ci sono informazioni riguardo ai costi e dire che "Visto che non c'è scritto nulla probabilmente è gratuito". (Non so perché, ma non mi fido).
  4. Un giorno per caso troviamo un opuscolo con un programma più dettagliato, sul quale sono indicati i prezzi dei biglietti e i punti vendita, che sono, in ordine: l'Ufficio del Turismo (che evidentemente non ha pensato bene di avvertire la sede distaccata), il Salão Brasil e il TAGV. Questi ultimi sono anche i luoghi dove si terranno i concerti a pagamento, oltre che a Santa Clara, mentre i concerti gratuiti sono al Centro Cultural Dom Dinis (che io non avevo mai sentito nominare, benché sia parte dell'Università).
  5. Il Correttore di bozze va al TAGV per comprare i biglietti. L'impiegata gli ride in faccia e risponde che loro vendono solo i biglietti per gli spettacoli al TAGV.
  6. Risultato: all'Ufficio del Turismo dobbiamo ancora andarci, speriamo bene!
Nel frattempo, siamo stati al primo dei concerti gratuiti.Ora, non so voi, ma io quando sento dire "jazz", mi aspetto una cosa del genere:

o al limite una cosa così:

Invece quello che ci aspettava era una cosa super-elettronica, con un sassofonista che per la maggior parte del tempo soffiava a vuoto, senza quasi produrre suono, ma con la faccia di uno a cui si è incastrata una palla di gomma nello strumento e sta cercando di sgorgarlo. Per non parlare delle proiezioni sul soffitto, spezzoni che sembravano tratti da filmati anni 70 e si ripetevano sovrapponendosi l'un l'altro, braccia e bocche e paesaggi in corsa e altre cose non meglio definite. L'insieme era abbastanza angosciante, a metà strada tra il documentario di guerra e il film dell'orrore. Siamo scappati.
Non prima però di aver cercato una spiegazione a cotanta bruttura. Davvero, quei filmati abbinati a quella musica avevano un significato? Ascoltare un concerto non dovrebbe essere una cosa piacevole? Ecco cosa mi sono risposta:
  • (versione filosofica) i ragazzi di oggi hanno smesso di cercare un significato, si limitano a un'accozzaglia di simboli vuoti senza vedere oltre
  • (versione cinica) qualcuno da qualche parte ha detto "ci sono dei soldi, chi se ne importa se il risultato è orribile"
  • (versione catastrofica) a qualcuno piace davvero questo genere di cose
Ora siamo indecisi se fare un secondo tentativo o meno...

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