Il resto è un turbinio di baci, abbracci, canti, sorrisi, scherzi, affetto e gioia. Una festa infinita.
Così, dopo gli auguri e le foto in chiesa, il Correttore di bozze e io, finalmente marito e moglie, siamo usciti di chiesa. Credevo che la scalinata ripida avrebbe causato qualche problema con il lancio dei coriandoli, ma mi sbagliavo: grazie ai coni abilmente preparati dalle mie sorelle, ad accoglierci c'era una vera e propria valanga di coriandoli e lavanda, una pioggia bianca che sembrava non aver più fine, che nonostante il velo sentivo entrare nel vestito e scendermi lungo la schiena. Un turbinio quasi magico, fatato, in cui attorno a noi più che i coriandoli mi sembrava di veder galleggiare la nostra felicità e l'affetto di tutti i presenti.
Anche perché gli scherzi non erano affatto finiti: come in ogni matrimonio che si rispetti ci toccava liberare una macchina avvolta in carta igienica e ripiena di palloncini.
Poi arriva il momento di partire, gli ospiti verso il ristorante e noi verso la riva del lago per qualche altra foto. In macchina, le mani intrecciate e la luce negli occhi, una foto scattata col cellulare alle nostre fedi, alle nostre mani, alle nostre vite unite per sempre. ZiaRoberta ci sorride, ci parla, ci mette a nostro agio, ma io ricordo solo la felicità dei nostri sguardi legati l'uno all'altro.
Le foto naturalmente finiscono nel giardino del ristorante, con altri scatti di gruppo. Il fotografo ci chiede con chi vogliamo che ci scatti delle foto e a me vengono in mente tanti nomi, ma ho paura di dimenticare qualcuno e offenderlo... così non dico niente. Il Correttore di bozze è troppo felice per pensarci. E fu così che ci dimenticammo di fare le foto con gli invitati a cui tanto tenevamo.
E poi? E poi è stata festa! Con qualche contrattempo, sì (tipo la macchia sul mio vestito appena riesco a mettere qualcosa sotto i denti, o il fraintendimento che porta i camerieri a iniziare a servire la torta prima del taglio ufficiale), ma in quel giorno niente poteva offuscarci.
Così abbiamo ballato...
...gli invitati hanno improvvisato partite a calcio e a pallavolo...
...ci hanno fatto altri scherzi, divertenti e creativi...
Photo by mio zio
Un turbinio come quello dei coriandoli che ci ha accolto all'uscita di chiesa. Coriandoli e lavanda, perché non volevamo che fosse sprecato del riso, e perché il profumo della lavanda ci sembrava un bel simbolo del profumo del nostro amore. Così, dopo gli auguri e le foto in chiesa, il Correttore di bozze e io, finalmente marito e moglie, siamo usciti di chiesa. Credevo che la scalinata ripida avrebbe causato qualche problema con il lancio dei coriandoli, ma mi sbagliavo: grazie ai coni abilmente preparati dalle mie sorelle, ad accoglierci c'era una vera e propria valanga di coriandoli e lavanda, una pioggia bianca che sembrava non aver più fine, che nonostante il velo sentivo entrare nel vestito e scendermi lungo la schiena. Un turbinio quasi magico, fatato, in cui attorno a noi più che i coriandoli mi sembrava di veder galleggiare la nostra felicità e l'affetto di tutti i presenti.
Photo by Testimone L.
La festa naturalmente comincia con gli scherzi, più precisamente con lo scherzo organizzato dal mio coro. Era una tradizione, e non poteva mancare, il canto con testo modificato, da cantare a squarciagola e senza fiato, assieme a tutti e con l'accompagnamento di una chitarra. Ricordo solo che ridevo troppo per riuscire a cantare più di un verso, ridevo e non riuscivo a smettere perché era tutto finalmente così vero e così bello.Photo by mio zio
Altrettanto sorridevamo delle richieste "bacio" bacio!" che ci piovevano addosso, mentre venivano scattate le foto di gruppo. Poi il fotografo ci ha rapiti, e mentre gli invitati si avventavano sul buffet (capiteli, era ora di pranzo!), noi finalmente riuscivamo a sussurrarci all'orecchio qualche parola che era solo per noi, di fronte al panorama del nostro lago, di fronte al motivo principale per cui avevamo scelto quella chiesa tra i monti. La luce era bella, il panorama anche, e il fotografo non smetteva di scattare. Il Correttore di bozze e io ne approfittavamo per un abbraccio, per un momento di quiete che in questi giorni ci era tanto mancato. Peccato che quando ci ha lasciati tornare indietro, ormai molta gente se n'era già andata, e mi è dispiaciuto molto non averli salutati.A parte: consiglio per futuri sposi n. 7
Quando parlate con il fotografo, siate chiari.
Dite tutto quello che vi viene in mente di dire, le foto che volete e quelle che non volete.
E quel giorno godetevi il momento di fronte all'obiettivo, ma sappiate anche dire "basta",
perché la vostra gioia è stare con chi vi vuole bene.
Anche perché gli scherzi non erano affatto finiti: come in ogni matrimonio che si rispetti ci toccava liberare una macchina avvolta in carta igienica e ripiena di palloncini.
Photo by ziaRoberta
E ricordo i bambini che si avvicinavano, e ricordo il gesto con cui offrivo loro i palloncini man mano che li tiravo fuori dalla macchina. E ricordo i sorrisi, i loro e i miei. E ricordo i desideri espressi nell'abbandonare il filo a cui erano legati altri palloncini, ricordo come li ho guardati salire al cielo con i miei desideri e le mie preghiere che ogni giorno del nostro matrimonio fosse altrettanto limpido e felice di questo.Poi arriva il momento di partire, gli ospiti verso il ristorante e noi verso la riva del lago per qualche altra foto. In macchina, le mani intrecciate e la luce negli occhi, una foto scattata col cellulare alle nostre fedi, alle nostre mani, alle nostre vite unite per sempre. ZiaRoberta ci sorride, ci parla, ci mette a nostro agio, ma io ricordo solo la felicità dei nostri sguardi legati l'uno all'altro.
Photo by ziaRoberta
Le foto in riva al lago sembrano non finire più, ma in quel momento non ci dispiace neanche. Il fotografo ufficiale e ziaRoberta fanno a gara a chi scatta più veloce, la gente che passa ci guarda e ci fa ciao con la mano, e noi ci divertiamo con gli scatti che abbiamo immaginato: le bolle di sapone che creano un'atmosfera magica, il velo sollevato dal vento, il Correttore di bozze che mi prende in braccio. Ci intenerisce la figlia del fotografo, che gli fa da aiutante per realizzare quei momenti di magia (soffiare le bolle di sapone, lanciare in aria il velo...).Dettaglio di foto
Ma il momento di maggiore tenerezza è quando uno stormo di paperelle passa dietro di noi, in formazione, proprio durante uno scatto. È così che ricordo il tempo dedicato alle foto: un momento di tenerezza e di sorrisi. Di sicuro, però, non sarebbe stato lo stesso senza l'esuberanza di ziaRoberta!Le foto naturalmente finiscono nel giardino del ristorante, con altri scatti di gruppo. Il fotografo ci chiede con chi vogliamo che ci scatti delle foto e a me vengono in mente tanti nomi, ma ho paura di dimenticare qualcuno e offenderlo... così non dico niente. Il Correttore di bozze è troppo felice per pensarci. E fu così che ci dimenticammo di fare le foto con gli invitati a cui tanto tenevamo.
A parte: consiglio per futuri sposi n. 8
Fatevi un elenco delle foto che volete.
Fatelo con largo anticipo e datelo al fotografo, discutetene con lui.
Ma soprattutto, non rinunciate a qualcosa per paura di offendere qualcuno.
Dopotutto siete gli sposi e molte cose vi vengono perdonate ;-)
E poi? E poi è stata festa! Con qualche contrattempo, sì (tipo la macchia sul mio vestito appena riesco a mettere qualcosa sotto i denti, o il fraintendimento che porta i camerieri a iniziare a servire la torta prima del taglio ufficiale), ma in quel giorno niente poteva offuscarci.
Così abbiamo ballato...
Photo by Diadhuit
(io mi sentivo terribilmente in imbarazzo sotto gli occhi di tutti)
...gli invitati hanno improvvisato partite a calcio e a pallavolo...
Photo by Testimone C.
(il Correttore di bozze e io non ci siamo accorti di niente, ci stavamo godendo l'affetto di altri invitati)
...ci hanno fatto altri scherzi, divertenti e creativi...
Photo by ziaRoberta
(tra l'altro hanno testato la conoscenza del friulano del Correttore di bozze...
credevano di metterlo in difficoltà, ma lui legge gli Gnognosaurs!)
...abbiamo tagliato la torta...
Photo by ziaRoberta
(dopo un primo taglio "finto" e imprevisto con il fotografo,
e dopo che i camerieri avevano già iniziato a servire le fette,
ci hanno recuperato comunque abbastanza piani di torta per la foto!)
...abbiamo ballato ancora!
Dettaglio di foto
(forse eravamo buffi a non saper ballare il valzer, ma non avremmo potuto farne a meno)
(però sono stata grata a chi dopo un po' si è unito a noi sulla pista da ballo!)
E ricordo il tempo passato con ciascuno degli ospiti, a chiacchierare anche se mai abbastanza. E ricordo la tenerezza di mio marito in ogni momento. E ricordo la mia Testimone C., il suo sorriso mentre ballava. E ricordo la tristezza quando i primi ospiti hanno iniziato ad allontanarsi.
Ancora qualche dettaglio:
Photo by Silvia&Angelo
Il tableau, con i nomi delle costellazioni (scelti attentamente):
noi eravamo l'Asteroide B-612, i genitori erano la Stella Polare,
un tavolo con tanti bambini era la Nube di Oort...
Photo by Testimone L.
Il nostro cake topper musicale: avevamo fatto i salti mortali per averlo!
Personal photo
La bomboniera, nella sua confezione fatta e decorata a mano.
E venne la sera. E comunque la festa non ebbe fine.
Photo by ziaRoberta
La stanchezza inizia a farsi sentire, ma la felicità è più forte.
Un po' alla volta, alla spicciolata, gli invitati ci salutano e se ne vanno. I miei genitori, dopo aver fatto da autisti, tornano per i saluti finali. Ultime bomboniere, regali ai genitori e ai testimoni, abbracci e indirizzi scambiati (eh sì, perché anche il biglietto di ringraziamento con il nostro nuovo indirizzo faceva parte dei tanti progetti mancati), un sorriso in più, cercare con l'aiuto del ristorante una corriera per chi deve ripartire domani mattina, e alla fine sbaraccare tutto mentre nella sala i camerieri stanno già apparecchiando per un altro matrimonio (in verde) il giorno dopo...
Il Correttore di bozze e io finalmente restiamo soli. Mezzanotte è passata quando entriamo in camera, una cameretta piccola e linda. Crolliamo distesi uno affianco all'altra, mano nella mano, e ci raccontiamo tante piccole cose della giornata appena trascorsa. È un altro momento di tenerezza, mentre iniziamo a renderci conto di quanto è grande il passo che abbiamo compiuto.
Ci chiamiamo "mia sposa" e "mio sposo". Ci teniamo per mano. E iniziamo il nostro viaggio, fino alla luna e ritorno.
Photo by mio zio

grazie per questo racconto che invece è la realtà, grazie per aver condiviso con noi la gioia, le sensazioni e le emozioni di quel giorno così importante per voi. grazie per i consigli alle future spose che, come ti ho già detto, mi sono stati utili e condivido totalmente.
RispondiEliminaMi sono emozionata dal primo all'ultimo capitolo e vi auguro di essere felici, innamorati, emozionati, teneri e unici come lo siete stati il giorno del vostro matrimonio.
gaia
Grazie a te, Gaiuzza! Grazie per la tua emozione e il bellissimo augurio!
RispondiEliminaE sono contenta che i consigli siano serviti a qualcuno!!! :-)
ho riletto tutto d'un fiato, stasera, dopo aver letto i vari pezzi separati mano a mano. Grazie per l'emozione che mi hai fatto vivere, ora che anche a me manca così poco. Terrò a mente i tuoi consigli, ma soprattutto la tua gioia e la tua tenerezza. Quelle le voglio riuscire a tenere per me.
RispondiEliminaflami/rep
Grazie anche a te, Rep. Vedrai che la gioia, la tenerezza, l'emozione non mancheranno. E se i consigli possono tornare utili... meglio!
RispondiEliminapiango come una fontana e rido insieme. Ma che bello il tuo resoconto, emozionante e vivo, tenero e coinvolgente.
RispondiEliminaChe emozione, sono senza parole!
Grazie di aver condiviso questo splendore di matrimonio anche con me.
In bocca al lupo per la vostra nuova vita insieme.
Ziqu
Ziq, grazie!
RispondiEliminaE vedrai che il vostro sarà altrettanto bello ed emozionante!