Scena: casa nostra, ore 22:00 circa.
Il Correttore di bozze e io siamo rilassati sul divano, quasi pronti per andare a nanna (che ci volete fare, l'età avanza). All'improvviso il suono del campanello, deciso e prolungato, ci fa sobbalzare:
DRIIIIIIIIIIIIN!
Ci guardiamo perplessi (chi è che suona a quest'ora?) e perplessi ci diamo la solita risposta (saranno di nuovo quelli del piano di sopra che sbagliano campanello -- succede anche alle 3 di notte e mai che si scusino...), ma anche se con un po' di incertezza (a quest'ora io neanche risponderei, che ne dici?) vado a sentire chi è.
Poco dopo ripenso a quello che ho sentito e il mio cervello elabora una possibile parola tra quel miscuglio di suoni. Vado a verificare sul mio fido dizionario e trovo:
Il Correttore di bozze e io siamo rilassati sul divano, quasi pronti per andare a nanna (che ci volete fare, l'età avanza). All'improvviso il suono del campanello, deciso e prolungato, ci fa sobbalzare:
DRIIIIIIIIIIIIN!
Ci guardiamo perplessi (chi è che suona a quest'ora?) e perplessi ci diamo la solita risposta (saranno di nuovo quelli del piano di sopra che sbagliano campanello -- succede anche alle 3 di notte e mai che si scusino...), ma anche se con un po' di incertezza (a quest'ora io neanche risponderei, che ne dici?) vado a sentire chi è.
Io: Sì?A questo punto qualcuno ammetterebbe la propria ignoranza. A me però è capitato troppe volte di parlare al citofono con studenti mezzi ubriachi che sbagliavano campanello, sia qui che nella casa precedente. Fa parte del folklore della città. Perciò, visto che non riesco a cavar loro una spiegazione più chiara, riappendo il citofono senza prolungare oltre una conversazione tra sordi.
Voce maschile un po' confusa: Siamo venuti a cantare as janeiras, siamo del seminario, ci può aprire?
(Mmmm, penso tra me, questa è nuova...)
Io: A... cantare cosa?
Voce maschile ancora più confusa: A cantare as janeiras. Siamo del seminario, siamo qui per cantare as janeiras, può aprirci la porta?
Poco dopo ripenso a quello che ho sentito e il mio cervello elabora una possibile parola tra quel miscuglio di suoni. Vado a verificare sul mio fido dizionario e trovo:
Janeiras: canti popolari di buon augurio intonati in occasione dell'anno nuovo davanti alle case più importanti di un paese o di una località.Ecco. Stavano dicendo sul serio, erano qui per cantar as janeiras. In effetti abitiamo proprio affianco al seminario, e nei giorni successivi vedo il gruppo, con tanto di strumenti, chitarra e grancassa, aggirarsi cantando per la strada. Vorrei sotterrarmi.
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