lunedì 6 dicembre 2010

Di viaggi, cene e concerti

Ho alcuni arretrati da raccontarvi e ho deciso di farlo oggi con un super-riassunto, altrimenti non lo farei più.

Di viaggi.
Come vi avevo anticipato, abbiamo avuto in visita l'Amica Tedesca di Adozione. Programma:
  • Una giornata assieme a Lisbona, con incluso un pastel de Belem. Per voi, una foto dalla vetrina della pastelaria più famosa del Portogallo:
    Nella foto non si vede bene, ma dal vivo la sposina sembrava abbastanza ben "dotata", anche troppo!
    Però l'idea di questa torta, a parte la realizzazione, è carina!
  • Una giornata di visite e mercati a Coimbra. Vi ho già raccontato come è andata al mercato. Spettacolo improvvisato degli studenti:
    Ovvero: "rendiamoci un po' ridicoli".
  • Una giornata tra il parco nazionale del Buçaco e Aveiro, la "Venezia portoghese". Ecco il reportage fotografico:
    Vista sulla Mata Nacional
    Tramonto sull'oceano
    La preparazione delle "tripas de Aveiro", una specie di crèpes molto spesse.
    Ed ecco le "tripas" pronte per essere mangiate.
Di cene.
Non ricordo se vi avevo già accennato all'invito a cena a casa di una collega del Correttore di bozze. Ambiente simpatico, cena buona, un batuffolo di gatto con cui giocare, mi sono trovata bene. Una cosa però mi ha sconvolto: la cuoca in cucina a preparare la cena mentre noi in sala mangiavamo. Voglio dire: sì, sono entrambi professori universitari, ma la loro sembra una normale famiglia borghese, vivono in una villetta a schiera. Eppure hanno la cuoca/serva in casa. Quando il Correttore di bozze e io cercavamo casa abbiamo visto diversi appartamenti con una stanzetta senza finestre collegata alla cucina e ci avevano anche spiegato che era la stanza per la servitù. Ma credevo fossero tracce di un passato ormai passato. Invece è ancora così, con la cuoca che vive in casa, anche in una qualsiasi famiglia benestante. Ho iniziato a vedere con occhi diversi tutti gli annunci di lavoro per donne delle pulizie, cuoche e simili.

Di concerti.
Dopo esserci tanto lamentati che a Coimbra non succede niente, il Correttore di bozze e io stiamo cercando di tenerci informati sulle varie (poche) iniziative in città. Così abbiamo scoperto in programma tre concerti dell'Israel Kibbutz Choir, un coro israeliano, e non potendo andare a quello che si terrà a Coimbra domani (abbiamo un altro invito a cena da una collega del Correttore di bozze) siamo andati sabato sera in un paese qui vicino.
Foto del concerto -- scusate la pessima qualità...

Bene, il concerto del coro israeliano era preceduto da un'esibizione del coro dei ragazzini locali. Esibizione che sembrava avere due soli scopi: mettere in luce il direttore (tutti i pezzi cantati erano scritti da lui, per non parlare dei siparietti a cui si prestava) e far scappare tutto il pubblico prima del concerto vero e proprio (tutte canzoni con lunghe parti soliste e abbastanza complesse, fatte cantare a ragazzini in piena fase di cambiamento della voce). In compenso l'Israel Kibbutz Choir meritava di sopportare anche questo. Non ho trovato video loro da mostrarvi, ma vi lascio uno dei pezzi che mi hanno colpito di più. Buon ascolto!


Di altri viaggi.
Finalmente posso dirvi con precisione dove saremo nelle prossime settimane: a Coimbra fino al 18 dicembre, a Roma dal 18 al 20, a Udine dal 21 al 30, di nuovo a Roma dal 31 dicembre al 7 gennaio, ad Atene dal 7 al 10, a Creta dal 10 al 20 gennaio, di nuovo a Roma dal 20 al 22 e finalmente ritorniamo a Coimbra il 22 gennaio. Ecco, così adesso sapete dove trovarmi!
Ehm, cioè, sempre se i controllori di volo spagnoli mettono fine alla loro protesta. Altrimenti resteremo isolati qui -- durante la protesta infatti da Lisbona si riesce a partire solo verso l'Africa e l'America, visto che lo spazio aereo spagnolo non è utilizzabile e le compagnie non vogliono spendere soldi in più per girarci attorno. Come sempre, gli imprevisti sorgono sempre il giorno dopo il nostro acquisto dei biglietti. Speriamo bene!

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ETA (9-12-2010):
Di altre cene.
Come avevo premesso, martedì avevamo un altro invito a cena, a casa di un'altra collega del Correttore di bozze. Questa non ha la cuoca residente, ma solo una signora che viene a sistemare casa e a preparare i pasti durante il giorno, così poi la padrona di casa non deve far altro che scaldarli nel microonde (vi ricorda niente?). Per questo, quando invita gente a cena, quello che offre è una cena a buffet. Con il piccolo particolare che al momento di definire il menu nessuno considera che si tratterà di un buffet. Risultato: buffet in piedi con zuppa di verdure servita in normali piatti fondi, seguita da pietanze che richiedevano forchetta e coltello. Vabbè.

2 commenti:

  1. ciao cara
    predo nota dei tuoi spostamenti :-))
    vedo che saremo entrambe a udine sotto natale, spero veramente che riusciremo a vederci!!!
    un bacione

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  2. Certo che sì! Guarda che ci conto!
    (Così ti racconto e ti mostro le foto.)
    A presto!

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