Poi apri gli occhi e pensi: "Oggi è l'ultimo giorno".
Infine ti rendi conto: "Tra mezz'ora arriva il Correttore di bozze con il prete! Aargh!" e ti fiondi in cucina a fare colazione.
(Photo credits: alancleaver_2000 on Flickr)*
La mia ultima giornata da single è iniziata così, in modo abbastanza traumatico, alle 7 di mattina ma con ben poche ore di sonno alle spalle. Mezz'ora dopo, vestita e pettinata, accolgo il Correttore di bozze in arrivo dalla stazione assieme a fra' Bicicletta e al primo ospite dall'Austria, mentre finisco di preparare i segnatavoli per il ristorante, che sono da consegnare in giornata.
Un caffè, una chiacchierata, un suo ultimo controllo sui libretti. Fra' Bicicletta commenta:
Qui c'è un errore. Avete scritto "Correttore di bozze" con una "R" sola.Mi congelo un attimo prima di capire che sta scherzando. E quando lo capisco mi chiedo se abbiamo fatto bene a sceglierlo come celebrante.
Dubbio che scompare pochi minuti dopo. Fra' Bicicletta è venuto espressamente a Udine per confessarci, e a turno il Correttore di bozze e io raggiungiamo il piccolo parco dietro casa per una chiacchierata a quattr'occhi con lui. Quella chiacchierata è uno dei momenti più sereni di tutta la settimana e devo dire che ci voleva. Ci vuole una pausa, un respiro, un attimo di sospensione per capire la grandezza di quello che stiamo facendo.
A parte: consiglio per futuri sposi n. 3
L'ultimo giorno prima del matrimonio,
ritagliatevi un momento privato, sereno, solo per voi.
Anche se non siete credenti, quello che state per fare è qualcosa di grande.
Prendetevi il tempo di viverlo con tutta l'anima/il cuore/la mente.
Il resto della giornata non è altrettanto sereno. Alle 8.50 carico in macchina tutte le cose da portare al ristorante e alle 9.00 il Correttore di bozze parte per San Daniele, in direzione ristorante appunto, mentre io mi fiondo dalla parrucchiera. Mi guardo allo specchio mentre lei mi sistema i capelli e mi faccio paura da sola. Ho una faccia stanchissima. Non che la cosa mi stupisca, visti i ritmi dell'ultima settimana! Tento di rilassarmi, di usare quelle due ore come parentesi calma, ma senza successo: mentre la parrucchiera mi chiede dettagli (e tutte le signore presenti si impicciano, da brave pettegole, commentando il mio aspetto o chiedendomi come fosse l'abito), io rispondo, sì, ma intanto a un livello più profondo, penso: "Allora, i segnatavoli c'erano, il cake topper anche, le bomboniere? Sì. Gli ho detto che deve pagare la SIAE? Ok, smettiamo di pensare al ristorante, cosa dobbiamo portare in chiesa oggi pomeriggio? Nota mentale: devo ancora trovare chi legga le preghiere e chi porti in chiesa il prete e anche chi pulisca i coriandoli davanti la chiesa. Ok. Cosa manca? Stasera devo parlare con la padrona del B&B, e cosa indosso domani mattina? Dove trovo una tuta bianca così al volo?..."
Di ritorno a casa, trovo mia mamma impegnata con una sua amica a montare e decorare un arco sopra il cancello di casa, mentre altri si occupano del resto delle decorazioni. Scopro che la macchina di mio nonno è già lì (mio nonno non avrebbe guidato il giorno del matrimonio ma si sarebbe fatto portare, in compenso prestava la macchina alla mia famiglia) e posso prenderla per andare a fare le mie ultime commissioni (visto che il Correttore di bozze è ancora a San Daniele con l'altra macchina). Ultime commissioni che vanno bene solo in parte: trovo finalmente le calze avorio della mia misura (che costano un occhio della testa, speriamo che non si rompano perché ne prendo un paio solo -- per sicurezza prendo due paia della misura più piccola, che invece quasi quasi ti pagano se le porti via), una vestaglia in seta per il viaggio di nozze (che andrebbe benissimo per il sabato mattina, se solo non dovessi uscire di casa... e se fosse di un altro colore), ma niente da indossare la mattina per andare dalla parrucchiera. Vabbè, speriamo che nessuno mi fotografi, tanto a quell'ora esco solo io...
Mangiamo qualcosa di corsa, poi il Correttore di bozze e io siamo di manicure, mentre le due mamme raggiungono la parrucchiera.Poi è ora di andare in chiesa, portare i libretti, finire le decorazioni e fare le prove.
In chiesa ci sono la sacrestana e la mia fiorista, stanno finendo di sistemare i fiori. Non sono convinta, non è quello che mi aspettavo. Dovevano essere lavanda, fiori crema+arancio+bordeaux e i nastri azzurri come quelli dei libretti. Tanti colori, lo so, e tutti ci sconsigliano, ma noi eravamo convinti. La fiorista evidentemente no, ha eliminato il bordeaux e non riesco a farle cambiare idea. Uffa. Così il mio bouquet e l'altare sembreranno staccati da tutto il resto. Però devo dire che l'effetto mi piace e insomma, ormai è troppo tardi per cambiare. Disponiamo i libretti, le sedie per il coro, Sorella Maggiore decora i banchi con i fiocchi di tulle (soluzione a buon mercato, ma bisogna avere una sorella abbastanza artistica perché le cose riescano bene). Poi proviamo, al volo.
Avremmo voluto fare le prove per bene, con tutti i partecipanti al loro posto, compresi i testimoni, il prete, i lettori e i miei cuginetti che avrebbero fatto da paggetti e portato gli anelli. Visto che già il prete non poteva, i testimoni non ci sono, i lettori ancora non sanno di dover leggere... alla fine a fare le prove siamo il Correttore, mio papà e io. Speriamo che gli altri abbiano capito cosa devono fare. Ormai io ho capito che per domani devo solo sperare, lasciare le redini e pregare che tutto vada come ho progettato.
Una cosa positiva: c'è il sole, fa caldo. Io che ho sempre temuto il freddo che avrei avuto il giorno del matrimonio, ora inizio a temere che tra strati dell'abito e tulle del velo potrei arrivare in chiesa in un lago di sudore. Non ci posso fare niente, andrà come andrà.
A parte: consiglio per futuri sposi n. 4
A questo punto, il vostro motto dovrebbe essere questo:
"Andrà come deve andare".
Non lasciate che i contrattempi vi scoraggino
non fatevi abbattere se qualcosa non è come lo immaginavate.
Sarà tutto perfetto lo stesso.
Torniamo a casa, lungo la strada ci fermiamo a comprare i regali per i testimoni (venerdì sera, vi rendete conto?), da qui in poi è un manicomio.
Mentre siamo per strada ci chiamano, in ordine (nota: dalla chiesa a casa mia sono circa 45 minuti di strada):
- il Fratello Minore, in stazione per prendere la Testimone E., perché non la trova
- mia zia per dirmi che la Testimone C. mi ha cercata
- una famiglia che doveva arrivare in auto e alloggiare a San Daniele, ma non ha più l'auto e sta arrivando in treno, e ci chiede se possiamo trovare una soluzione per loro
- mia zia per dirmi che questa famiglia ci ha cercati. Chiediamo a lei di cercare i contatti dei noleggiatori di auto
- la Testimone C. per chiedermi quando torniamo e come rimaniamo d'accordo per domani
- mia zia per dirmi che c'è un solo noleggiatore disponibile, del quale mi lascia il numero
- il Fratello Minore, per dire che ancora non ha trovato la Testimone E.
- la Testimone E. per dire che ha trovato il Fratello Minore
- la famiglia di prima per dirci a che ora arriva il treno
La confusione aumenta.
Io entro in panico.
Il Correttore di bozze mi porta in giardino per farmi calmare e per allontanarmi dalla confusione.
Io respiro, va un po' meglio.
Cerco di scoprire la panchina per poterci sedere e stare un attimo tranquilli noi due.
Mi faccio cadere un mattone sul piede.
Ouch!
(Photo credits: StreetFly JZ on Flickr)
A questo punto, mi sfogo un po' piangendo (fa male) e un po' ridendo (mi sento goffa) e un po' la vicinanza del Correttore di bozze mi risolleva il morale. Riusciamo a far partire la Testimone C. con istruzioni per suo marito (che come forse ricorderete dovrà andare a raccogliere gli invitati da San Daniele per accompagnarli in chiesa la mattina dopo) e per se stessa (che è la mia dama d'onore e il cui aiuto sarà essenziale la mattina del matrimonio). Poi mio papà con Sorella Minore accompagna a San Daniele tutti quelli che alloggiano là. Torneranno dopo le 22.00. Io non ricordo cosa ho fatto nel frattempo. Forse ho preparato la valigia, forse ho dato istruzioni a tutti, forse ho continuato a rispondere a telefonate e messaggi di chi chiedeva istruzioni e faceva auguri. So che verso le 22, dopo vari tentativi e dopo una "cena" a base di una (1) fetta di formaggio, sono riuscita a mandare via anche gli ultimi estranei, cioè il Correttore di bozze e la sua famiglia. Ok, non sono estranei, ma io non ne potevo più, morivo di sonno, avevo ancora una lista di cose da fare ed era tardi. Ricordo che ripetevo sotto voce al Correttore di bozze: "Portali via, ti prego, portali via...". (Capiamoci, voglio bene ai miei --al tempo, futuri-- suoceri e a mio --al tempo, futuro-- cognato, ma davvero avevo bisogno di calma e di tempo.
A parte: consiglio per futuri sposi n. 5
Se uno degli sposi o una delle famiglie non abita normalmente in città,
fate in modo di procurare loro un appartamento
per gli ultimi giorni, in modo che ognuno di voi
sia libero di passare l'ultima sera in tranquillità con i propri cari.
Partiti loro, dovevo ancora impacchettare il regalo per il Correttore di bozze, avvertire la padrona del B&B che non riuscivo a farle avere quel regalo in serata e che mi sarei regolata diversamente (le avevo chiesto che lo facesse trovare al Correttore di bozze assieme alla colazione), preparare la valigia per la notte, preparare le cose da portare in chiesa (i libretti in tedesco, le bolle di sapone, la bottiglietta dell'acqua se mi manca la voce...), sistemare la camera dove avrei fatto le foto. E per sistemare, intendo portare via alcuni mobili e una marea di scatoloni. Ma con molto aiuto (e tutti che mi dicono "vai a dormire") ce la facciamo. A nanna. Sono le 00.50 e mi devo alzare alle 6.00.
Prossimamente: la preparazione della sposa la mattina del giorno X (e qualche sorpresa)
(*NOTA: mi dispiace non avere foto per raccontarvi questi giorni. Per il momento non ho neanche foto per raccontarvi il giorno del matrimonio, ma spero che arrivino domani!)

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