Di corsa, sì, perché la domenica prima del matrimonio, a una settimana dal grande giorno, ci siamo svegliati dopo aver partecipato al matrimonio di Testimone C. e ci siamo accorti che le cose rimaste da fare non le avremmo mai finite in una settimana, ma neanche in un mese. Avevamo un piano di battaglia però, e ci siamo messi a seguirlo di buona lena. Quello che non sapevamo è che nell'ultima settimana non sei mai padrone del tuo tempo e che tra visite inaspettate, telefonate e contrattempi non riesci mai a fare quello che ti eri proposto. Questo non me l'aveva detto nessuno.
A parte: consiglio per futuri sposi n.1
Fate tutto quello che potete più presto che potete. Non ascoltate chi vi dice che è presto.
Future spose, non ascoltate chi vi dice che un anno prima
è presto per il vestito perché è meglio aspettare le nuove collezioni.
Fate tutto quello che potete più presto che potete. Non ascoltate chi vi dice che è presto.
Future spose, non ascoltate chi vi dice che un anno prima
è presto per il vestito perché è meglio aspettare le nuove collezioni.
E soprattutto, se avete dei progetti di fai-da-te, metteteli in pratica immediatamente,
perché prendono sempre molto più tempo di quello che pensate.
Ad esempio: i libretti messa. Non ho mai avuto dubbi sul fatto che avremmo avuto i libretti messa, che li avremmo impaginati noi (io) e che li avremmo fotocopiati in copisteria e rilegati con amore in casa. Per questo genere di lavori mi ero immaginata una scena idilliaca in cui assieme ai miei parenti lavoravamo una serata con calma e realizzavamo tutto divertendoci, mangiando biscotti con un bicchiere di latte caldo. Ok, forse il latte caldo è un po' un'esagerazione, si adatta meglio al Natale che a un matrimonio settembrino, ma il quadretto che mi ero immaginata era di questo genere.
La realtà, inutile dirlo, è stata ben diversa.
Il problema: quella domenica, a sei giorni dal matrimonio, dovevamo appena andare a Trieste per parlare con il sacerdote e definire bene come si sarebbe svolta la messa. Il Correttore di bozze e io avevamo scelto tutte le parti con cura durante alcune lunghissime giornate in agosto (penando abbastanza sulla scelta delle letture), ma prima di passare alla stampa dovevamo rivedere il tutto con lui, fra' Bicicletta. L'incontro di quella domenica, un pomeriggio di sole sul mare triestino, è stato molto bello, una pausa piacevole per fermarsi a riflettere un po' assieme.
Poi però è stato come rituffarsi nella piena corrente dei preparativi.
E allora via: impagina, controlla, decidi chi legge le varie letture, chiama, non rispondono, chiama di nuovo. Stampa una volta, correggi, manda tutto a fra' Bicicletta che risponde con altre 50 correzioni, rispondi, riprova a chiamare i lettori, chi farà l'offertorio? Valuta, decidi, ok, dobbiamo chiederglielo, così come dobbiamo chiedere ai nostri genitori di partecipare con un gesto preciso. Ristampa, ci sono i tavoli da organizzare, hai pensato a tradurre i libretti per gli invitati di lingua tedesca? Un invitato ci dice che non potrà esserci, un'altra ci fa sapere che è ammalata e non ha potuto prendere l'aereo (mi sei mancata!!!), richiama il ristorante per dare il numero definitivo, litigaci perché adesso vien fuori che siamo troppo pochi e vogliono spostarci nell'altra sala, prendi in considerazione di mandarli a quel paese e di fare festa nel giardino di casa. Decidi che non è il caso. Vai a parlare con il fotografo, stabilisci la scaletta della giornata (e intanto piove e piove, speriamo che smetta), la sera ci sono prove di coro, andiamo a sentire come va, ma dici che ce la fanno a imparare tutti i canti che vogliamo nel giro di una settimana? Boh, speriamo, intanto i libretti sono pronti e li portiamo a stampare, ma non abbiamo ancora deciso per le copertine, per fortuna ci ha pensato Sorella Minore, vanno bene? Certo che vanno bene, ora noi prepariamo l'interno e poi son solo da stampare. Intanto vai a parlare con la fioraia, ci consegnerà il bouquet a casa della sposa (per fortuna, almeno quello), e le mappe per il ristorante chi ha avuto tempo di farle? Mia mamma e mio papà iniziano a lavorarci nei ritagli di tempo in cui il Correttore di bozze e io lasciamo libero il computer. E siamo ancora senza il regalo per i testimoni (a parte la foto e i pupazzetti, che dovevano essere solo il "contorno" del regalo).
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| I pupazzetti realizzati da Sorella Minore per i testimoni |
Intanto, martedì, arrivano da Roma i genitori e il fratello del Correttore di bozze. Un arrivo tempestivo, e non solo perché così finalmente possiamo renderli partecipi dell'organizzazione, mostrare loro le bomboniere, la chiesa (ehm, questo l'hanno fatto i miei genitori mentre noi eravamo dalla fioraia e io facevo tardi dall'estetista), chiedere la loro partecipazione attiva durante la celebrazione con i due gesti che abbiamo pensato per loro. No, c'è dell'altro per cui devo essere grata alla mamma del Correttore di bozze e a Fratello Minore, che grazie al loro lavoro indefesso hanno risolto il problema coriandoli, su idea di mie sorelle e con il contributo di tutta la famiglia.
Il problema coriandoli. Il Correttore di bozze e io avevamo chiesto che non venisse lanciato riso all'uscita della chiesa e avevamo deciso di far trovare agli invitati una mistura di coriandoli bianchi e petali di lavanda. Lavanda che era un po' il filo conduttore di tante cose, lavanda che mia mamma e Sorella Maggiore avevano colto nel nostro giardino (e anche in quello di amici e parenti, e anche spigolando per strada) e fatto essiccare (in casa aleggiava un odore di confetti e lavanda, almeno dall'epoca del confezionamento delle bomboniere). Il problema, appunto, era quello dei coriandoli bianchi, che trovavamo solo di dimensione troppo grande. "Eppure io sono sicura di averli visti, non deve essere difficile trovarli, vedrai che domani arrivano"... e invece non sono mai arrivati. Proposta di mie sorelle: "Li facciamo". E si sono messe di buona lena, nonostante le 1000 altre cose che già stavano facendo per noi. Quando poi sono arrivati i parenti del Correttore di bozze, hanno coinvolto anche loro. E mentre i miei parenti comunque avevano altre 1000 commissioni da fare in quell'ultima settimana, la mamma del Correttore di bozze e Fratello Minore hanno praticamente passato la settimana a ritagliare coriandoli ("Ma guarda che li stai facendo troppo rettangolari..."), e ogni volta che uscivamo o rientravamo per le nostre corse, loro erano lì, al tavolo della sala, a ritagliare coriandoli. E il giovedì sera a sgranare le spighe di lavanda, mescolare il tutto e riempire i coni portariso amorevolmente preparati dalle mie sorelle. Ah, si sono interrotti solo per piegare e rilegare i libretti messa quando siamo finalmente riusciti a stamparli!
A parte: consiglio per futuri sposi n.2
Se volete qualcosa e non lo trovate,
un paio di mesi prima è il momento di rinunciare e trovare una soluzione alternativa.
Non aspettate, qualsiasi cosa sia.
Oppure premunitevi di due splendide famiglie a cui fare ricorso!
Non sono state solo corse, però. C'è stato l'affetto di chi ci circondava, anche con regali che ci hanno lasciato a bocca aperta. E ci sono stati momenti di serenità e di emozione.
Ritagliarmi il tempo, lunedì, per assistere alla prova abito di un'amica al cui matrimonio non avrei potuto essere presente.
Incontrarci con il vecchio gruppo di amici, lunedì sera, e sentirne l'affetto, l'amicizia, ma anche la saggezza di fronte ai testi che avevamo scelto.
Rivedere un'altra amica per la prima volta dopo il suo matrimonio e dopo aver saputo che aspetta una bimba.
La telefonata in lacrime di una parente che non avrebbe potuto essere presente.
Tante visite e tanti incontri e tanti regali inaspettati, tanto affetto e tante parole importanti e tante presenze nelle nostre vite.
E anche la mia ultima prova abito. Finalmente si vedono i dettagli e non è esattamente perfetto, ma non importa. È bellissimo lo stesso, e spero che il Correttore di bozze pensi altrettanto quando mi vedrà (anche se finora ho tentato di fargli credere che avrei indossato un paio di pantaloni viola a quadrettoni...)
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| Scorcio dell'abito in fattura |
Credete che i contrattempi fossero finiti? Due giorni prima del gran giorno scopriamo che l'11 settembre, oltre al grande spettacolo delle Frecce Tricolori (che ci ha messo i bastoni tra le ruote abbastanza quando si trattava di trovare alloggio agli ospiti venuti da fuori), oltre alla visita di Spassky (che mi dispiace tanto, Correttore di bozze, ma quel giorno hai qualcosa di più importante da fare), c'è anche una corsa ciclistica a causa della quale chiuderanno la strada che avremmo dovuto fare per arrivare in chiesa. Ok, ci rinuncio: niente mappe, diciamo a tutti di prendere l'autostrada, e mandiamo il marito di Testimone C. a prendere quelli che arrivano da San Daniele, così se ci sono problemi riesce a guidarli lungo una via alternativa. Ritelefona a tutti per avvertire del cambio di programma. E incrociamo le dita che arrivino tutti.
Ormai quel che è fatto è fatto. All'ultimo minuto, giovedì troviamo anche i regali per i testimoni (grazie a un suggerimento di una grande amica, dopo che già ci avevamo rinunciato). Altre cose non riusciamo a realizzarle, ma l'essenziale c'è. Genitori e fratelli sono istruiti su quello che dovrebbero fare, una parte dei lettori anche. Manca un giorno, le previsioni annunciano sole, speriamo bene.
Prossimamente: l'ultimo giorno da signorina, ovvero altre corse e altri contrattempi, tanti arrivi, e quasi una crisi di nervi.


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