Ho imparato una parola nuova. E ho imparato (o meglio, ho confermato: questa è una cosa che se non impari subito, quando arrivi in Portogallo, sei fritto) che i Portoghesi non sanno seguire le istruzioni, nemmeno quelle più chiare.
Ma andiamo con ordine.
Quest'anno Coimbra festeggia 900 anni. (Wow, auguri!) E tra i festeggiamenti, per tutta l'estate, hanno riproposto uno spettacolo di teatro di strada vagamente ispirato alla storia della città nel periodo di fondazione, tra cristiani e arabi, frati rinnegati e teatranti. Così, una settimana fa abbiamo deciso di andare a vedere.
Il cartellone diceva: partecipazione gratuita, preiscrizione obbligatoria. È una cosa che ai portoghesi piace molto, non ho ancora capito perché. Chiamo, un po' con il timore che mi dicano che non c'è più posto, invece rispondono che essendo teatro di strada non c'è limite al numero di partecipanti, e aggiungono:
Arrivati al punto di incontro, scopriamo che:
(*) Agasalho viene dal verbo agasalhar, che significa accogliere, dare riparo, per cui è ciò che ci ripara: un maglioncino, ecco. Perché, non vi siete mai sentiti accolti da un maglioncino?
Ma andiamo con ordine.
| Cartellone dello spettacolo, courtesy of CM Coimbra |
Il cartellone diceva: partecipazione gratuita, preiscrizione obbligatoria. È una cosa che ai portoghesi piace molto, non ho ancora capito perché. Chiamo, un po' con il timore che mi dicano che non c'è più posto, invece rispondono che essendo teatro di strada non c'è limite al numero di partecipanti, e aggiungono:
Tizio al telefono: ...e consigliamo scarpe comode, perché ci sarà da camminare tanto, e abiti comodi. E un agasalho...Ah, ho capito. Qualcosa per coprirsi.
Io: Un cosa?
Tizio: ... perché di sera può fare freddo.
Arrivati al punto di incontro, scopriamo che:
- "non ci sono limiti alla partecipazione" significa che ci sono circa 500 persone, secondo una mia stima approssimativa. Che a camminare per le stradine di Coimbra e soprattutto ad ammassarsi per vedere qualcosa nelle scene recitate in angoli ridotti sono... un po' difficili da gestire, ecco.
- al telefono mi avevano chiesto il nome, ma non c'è da presentarsi a un appello. Serviva solo "a fini nostri, statistici". (Il mio nome è un dato statistico? Mi sfugge qualcosa?)
- le signore partecipanti devono aver buttato giù la cornetta in faccia al tizio prima che lui riuscisse a dire la sua frase sulle scarpe comode e gli abiti comodi: in giro si vedono tacchi 12 e abitini che a me sembrano adatti a un matrimonio
- comunque le scarpe comode sono un di più, visto che il percorso passa nelle normali vie della Baixa e della Alta di Coimbra, non diverse da quelle che facciamo tutti i giorni. (E difatti non è un caso se tutte le nostre scarpe sono comode e se da quando sono qui ho praticamente detto addio ai tacchi.)
- e infine anche l'agasalho è un di più, perché con 500 e tal persone che ti si accalcano addosso, come puoi pensare di sentir freddo?
(*) Agasalho viene dal verbo agasalhar, che significa accogliere, dare riparo, per cui è ciò che ci ripara: un maglioncino, ecco. Perché, non vi siete mai sentiti accolti da un maglioncino?
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