giovedì 15 luglio 2010

Quem não tem casa sua...

Le avventure non finiscono mai. La nostra ricerca di casa aveva già dato i suoi frutti da ridere a crepapelle, già pensavamo di aver visto il peggio, ma gli ultimi giorni sono stati ricchi di sorprese.


(Photo credits: Neiva Cardoso on Flickr)

Lunedì mattina chiamo un'agenzia immobiliare per un annuncio che abbiamo visto. L'agente ci dà appuntamento per le 10:00 davanti all'appartamento da visitare, ma ce ne propone anche un altro al di là del fiume. Per noi, "al di là del fiume" va bene, non abbiamo i pregiudizi dei coimbrensi DOC, ma dipende dalla zona, perché non vogliamo finire in capo al mondo. Lui ci garantisce che "è nella strada principale, accanto al Lidl" e convinti della zona decidiamo di andare a visitare anche quello. Comincia l'avventura.

Ore 9:55: arriviamo davanti al primo edificio, che al piano terra ospita un bar. Il bar è chiuso ("Turno di chiusura: lunedì" dice il cartello sulla porta), ma fuori dalla finestra sono rimasti tre bicchieri di birra come offerta agli dei.
Ore 10:00: vediamo arrivare un signore, si avvicina al bar a passo di marcia, si ferma perplesso davanti alla porta chiusa, avvicina la mano al vetro per guardare dentro, si gratta la testa, si volta verso di noi e dice:
Seu: È chiuso?
Noi: Sì, sembra di sì
Seu: Sapete dove posso trovare un altro bar qui in zona?
Noi (che un po' la zona la conosciamo): Provi a svoltare l'angolo, ce ne dovrebbe essere uno.
Seu: Ma siete sicuri che sia aperto?
Noi:
Ore 10:05: la signora che abita al piano di sotto rispetto all'appartamento che dobbiamo vedere si affaccia al balcone e ci nota.
Dona: Siete qui per visitare l'appartamento?
Noi: Sì.
Dona: Guardate che è chiuso, non c'è nessuno.
Noi: Non si preoccupi, stiamo aspettando una persona, abbiamo un appuntamento.
Dona: Ah. Perché è chiuso. Poi sono stati in tanti a visitarlo, ma nessuno lo vuole perché chiedono troppo.
Ore 10:10: passa il camion della nettezza urbana, si ferma a pochi passi da noi per svuotare i bidoni della spazzatura, poco dopo riparte lasciando per terra due chiazze simili a vomito. L'odore è insopportabile.
Ore 10:15: ancora nessuna traccia dell'agente. Dato l'odore insopportabile lo chiamiamo, lui ammette che è stato trattenuto dall'arrivo di un cliente, ma è "già lì dello stadio, in 5 minuti arrivo" (noi dallo stadio ci abbiamo messo un po' di più)
Ore 10:20: un altro individuo si avvicina al bar, ma questa volta è chiaro che non si tratta di un agente immobiliare, è più lo stereotipo dell'avvinazzato-stordito. Anche questo guarda perplesso la porta chiusa e si gratta la testa, poi si volta verso di noi e dice:
Bêbedo: È chiuso.
Noi: Sì.
Bêbedo: Sono venuto a vedere, perché il mio amico mi ha detto che era chiuso, ma non sapeva se era per oggi, per i lunedì, o per le ferie.
Noi: No, sembra che sia chiuso di lunedì.
Bêbedo (sentendo il nostro accento straniero): Mondays. Non sapevo se era chiuso Monday. Close. Understand?
Noi: Sì, si...
Il dialogo va avanti così per un po', poi il tizio decide di andarsene e ci saluta così: "Adeus, keep smiling always!"
Ore 10:25: ripassa il camion della nettezza urbana. Stessa scena di prima. L'odore peggiora.
Ore 10:30: la signora di prima, quella che abita nell'appartamento sotto il nostro, apre il portone e mette fuori la testa guardinga. Dopo aver controllato che non ci sia nessuno ci chiama sottovoce facendoci gesto di avvicinarci:
Dona: Ehi, psst!
Noi: Sì?
Dona: State cercando un affitto?
Noi: Sì.
Dona: Perché guardate che questo è molto caro, ma se non combinate, mia suocera ha un appartamento da affittare nel quartiere In Braccio Alle Stelle.
Noi: Ah, grazie, ma per noi è un po' lontano.
Dona: Sì, è là a nord della città, è una bella zona...
Noi: Sì, la conosciamo, ma è lontana.
Dona: Eh, ma la conoscete? Sapete dov'è? Perché mia suocera ha un appartamento da affittare e pensavo...
(Il dialogo continua così per un po', finché riusciamo a liberarcene)
Ore 10:35: l'agente immobiliare arriva, si scusa per il ritardo e si avvicina al portone. Poi si ferma di botto e ci mostra la chiave che ha in mano, su cui c'è scritto a caratteri cubitali "MAGAZZINO". Lo guardiamo perplessi.
Noi: Chiave sbagliata?
Imobiliario: Mi sembrava che fosse questa, è che sono uguali e mi sono sbagliato...
(Da notare, il portachiavi era un pezzo di plastica con il logo dell'agenzia, quindi probabilmente lo stesso su tutte le chiavi...)
Noi: Ah...
Imobiliario: Ah, devo essermi sbagliato, scusate, adesso... Potremmo... Vi dispiace aspettare qui intanto che vado a prendere la chiave giusta?
Io: Possiamo intanto andare a vedere l'altro appartamento?
Imobiliario: Eh, sì... Da qui scendiamo questa strada, andiamo a prendere il ponte, poi ci ritroviamo lì sulla rotonda e intanto io passo per l'ufficio a prendere la chiave giusta...
Noi: No, guardi, è meglio se la seguiamo...
Insomma lo seguiamo, lui con il suo macchinone super-lusso e noi con il nostro carrinho, lungo strade e zone della città che non sapevamo neanche esistessero, in mezzo a boschi e aree deserte. Arriviamo e ci mostra questo appartamento, non male, arredato, buon prezzo. Solo che non abbiamo capito bene dove siamo, sembra un po' isolato, così tiriamo fuori la mappa della città e gli chiediamo di spiegarcelo. L'agente prende in mano la mappa, la ruota due o tre volte, poi inizia a capire dov'è il fiume e a dire: "Allora, siamo su questo lato del fiume" (Ma dai?) "Siamo venuti da questa parte sul ponte" (Ci sono tre ponti per attraversare il fiume, di solito è abbastanza chiaro quale si prende!) "Ah, qui c'è il centro commerciale Forum, siamo venuti da qui!" (assolutamente no, siamo venuti dalla parte opposta) "Poi ci dovrebbe essere una strada in questa direzione" (Forse stai guardando il punto sbagliato della cartina?) "Dev'essere fuori dalla mappa, da queste parti" (Sì, tipo a Lisbona...) "Qui, vicino al cimitero" (Bello...) "Però forse da quest'altra parte"...
Alla fine riesco a riprendere la mappa e poniamo la domanda in altri termini: ma rispetto a dove siamo, come si arriva a Lidl? Risposta dell'agente: "Eh, questa è la strada principale, andando in quella direzione dietro la curva c'è Lidl, comunque adesso torniamo in città da quella parte così vedete". Effettivamente "torniamo in città" è il termine giusto: prendiamo questa "strada principale" e dietro la curva c'è il bosco, poi il deserto, poi ancora bosco, poi case e poi finalmente qualcosa che conosciamo: la rotonda del Lidl. Poi terra battuta, cantieri in costruzione, campagna aperta, e poi arriviamo a Forum. E da lì c'è ancora da attraversare il fiume prima di arrivare nella città vera e propria...
Quem não tem casa sua, anda sempre na rua
Chi non ha una casa sua, deve camminare sempre per strada
(Proverbio portoghese)


(Speriamo di no! Stiamo aspettando notizie, ma se tutto va bene non resteremo sulla strada...)

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