giovedì 26 febbraio 2009

Come odiare Coimbra in 5 mosse (one month edition)

A un mese dall'Italia, mentre tutto sembra congiurare contro, la crisi imperversa e i miei coinquilini non mi parlano, ecco un manuale in 5 mosse per odiare questo posto.

1. Scegliere per l'arrivo un periodo di piogge continue.
Si sa, l'equazione nella mente di tutti è: Portogallo=sole, mare, caldo. Il posto ideale per me. Se volete odiarlo, cominciate con l'arrivare nel cuore di un inverno atipico, freddo e piovoso. Le case non hanno isolamento termico né riscaldamento, l'umidità compenetra ogni fibra dei vestiti, ogni cellula del vostro corpo, persino le pietre dei muri. Le strade sono fiumi fangosi, normalmente da risalire controcorrente (naturalmente è importante non avere un'auto e spostarsi sempre a piedi). Il vento impedisce persino l'uso di un ombrello. Basta qualche giorno così e sarete nello stato d'animo adeguato per odiare questo Paese. (Mia esperienza: una settimana. Poi è arrivato il sole, il caldo.)

2. Arrivare completamente fuori forma fisica.
Non allenatevi prima della partenza, non andate in palestra, evitate anche di muovervi a piedi, e se potete preparatevi così per anni e anni. È preferibile provenire da una città di pianura e non aver mai vissuto in un posto di collina come Roma o Trieste. È utile, ma non indispensabile, fare a meno dell'automobile anche in questa fase. Come già detto altrove, Coimbra è fatta di scalinate impervie e salite scoscese. E come dice A., in Portogallo, quando sei in dubbio su che direzione prendere, la direzione giusta è sempre quella in salita. (Mia esperienza: la settimana scorsa mi sono iscritta in palestra.)

3. Frequentare i corsi per gli studenti Erasmus
Per mettere in atto questa fase è necessario un requisito di base: un'età ben superiore alla media degli Erasmus. In questo modo le loro conoscenze e le loro lacune vi faranno sentire un pesce fuor d'acqua e un matusalemme. (Mia esperienza: non per dire, ma gli Erasmus di adesso non sanno neanche che cosa sia una 2CV! Disclaimer: chiariamo una cosa, io voglio bene al programma Erasmus, penso che sia una bella cosa e posso garantirvi che ci si diverte. Però ho passato l'età, ecco.)

4. Diffidare delle spezie...
... e non amare troppo la carne, ma ancora di meno il pesce. Qui le pietanze e le spezie che usano impregnano l'aria a qualsiasi ora del giorno e della notte di uno strano aroma. Ricordo che fu la mia prima impressione del Portogallo appena scesa dall'aereo, alla mia prima visita qui: "Il Portogallo ha un odore strano..." dissi ad A. Poi c'è la loro usanza di servire cascate di carne, per non parlare dei baccalà ammonticchiati nei supermercati... (Mia esperienza: quando entro nell'androne di casa, l'odore è così penetrante che a volte mi chiedo se ci siano fughe di gas.)

5. Farsi guardare dall'alto in basso dalle persone
A questo proposito, ho scoperto che qualsiasi motivo sarà buono perché qualcuno vi guardi dall'alto in basso: se siete troppo brutti, se siete troppo belli, se rispondete a quello che vi chiedono, se invece non lo capite, e persino se vi azzardate a chiedere un paio di scarpe di misura superiore al 35. Il risultato è sempre lo stesso, uno sguardo che sembra bruciarvi sul posto e dirvi "beh, dopo questa non ti rispondo neanche, puoi andartene". (Mia esperienza: in palestra inizio a parlare con una ragazza, lei mi chiede da dove vengo e poi mi dice che il mio portoghese è già buono. Subito dopo, mi chiede una cosa. Io non capisco. Me la chiede di nuovo. Tutto quello che sento è un'accozzaglia di suoni indecifrabili. Allora dice: "Vabbè, scherzavo...".)

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