venerdì 27 febbraio 2009

Come innamorarsi di Coimbra in 5 mosse (one month edition)

Inizia un nuovo mese. E io voglio essere innamorata di questo posto.

1. Gli alberi fioriti a fine gennaio.
Sicuramente non è l'unico posto al mondo, ma uscire di casa la mattina e vedersi circondati di alberi fioriti fa un bell'effetto. È presto, ma qui è già primavera. Era già primavera sotto la pioggia di gennaio, e i fiori sembrano resistere anche alla violenza del cielo, sia quando li colpisce con l'acqua torrenziale sia quando li brucia di sole.


2. Una merenda tipica.
Pasteis de nata e meia de leite. Un caffellatte che si atteggia a cappuccino è quanto di meglio abbia trovato qui per mettere a tacere la mia esigenza di caffeina. Questa è solo una scusa, però, per entrare in pasticceria e ordinare quella delizia che è un pastel de nata. (Photo credits: su-lin on Flickr)


3. I colori netti.
Ho l'impressione che in portoghese non possano esistere parole come giallognolo, verdastro, azzurrino. La luce sembra disegnare un margine persino sui colori, rendendoli più netti. Qui esiste l'azzurrocielo, il rossocoppo, il verdeagrume (quello di tutti gli alberi carichi di limoni, arance e mandarini che si vedono nel mio quartiere). Gli occhi bruciano, ma il risultato sfavilla, anche se forse non si lascia catturare nelle foto.

4. Il fado.
A sentirlo non ci sono ancora stata, ma il fado è Coimbra. E il fado a Coimbra può essere il Cafè Santa Cruz, con le sue volte da cappella gotica. Un posto dove ci si può dedicare alle delizie del Portogallo. Per tutto febbraio, il sabato sera sono in programma serate di fado, e se tutto va bene, ecco cosa farò il prossimo fine settimana. (Photo credits: Renata F. Oliveira on Flickr)

5. Gli ulivi tra le rovine romane.
Il primo sabato di bel tempo, il 14 febbraio, A. mi ha portata a visitare Coninbriga, il luogo di nascita di Coimbra, dove restano le rovine del primo insediamento romano. Il posto è bello e ricco di mosaici colorati, di fontane ricreate com'erano millenni fa, e anche di ulivi che punteggiano la distesa erbosa, tra il muro di una villa e quello delle terme, magari dietro il perimetro esterno della prima basilica paleocristiana, o accanto al vecchio teatro.

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