Oggi, ultimo giorno di corso. Restano gli esami e tanto da studiare (ehm, ehm, mi sa che questo fine settimana non dormo). A me resta un mese super-intensivo, di lezioni e viaggi, di mensa e caffè, e di scoprire che in fondo di portoghese ne so abbastanza.
Spero di riuscire a raccontarvi dei viaggi nei prossimi giorni, per ora vorrei dirvi della gente che mi sono trovata affianco in queste settimane:
- La spagnola chiacchierona. Inizialmente è simpatica, ma dopo una settimana inizi a capire che esagera. Al punto che penso di aver sentito parlare più della Spagna che del Portogallo. Del genere:
Inizia la lezione.
Oppure
Prof.: Il Portogallo abbandona la monarchia nel 1910.
Lei: Sì, è vero, perché la Spagna era ancora... (bla, bla, bla...)
Il prof. la guarda sconsolato cercando inutilmente di riprendere la parola. Gli studenti aspettano, poi iniziano a distrarsi, a parlottare tra di loro, a guardare fuori dalla finestra... finché non arriva la fine dell'ora.Inizia la lezione.
Ma almeno a lezione sembrava che le sue divagazioni avessero un filo logico, se provavo a parlarci a tu per tu le cose diventavano surreali. Del genere:
Prof.: Cosa ne pensate del viaggio di sabato scorso, vi è piaciuto?
Studenti: Sì...
Prof.: In passato siamo stati anche altrove ma quest'anno abbiamo scelto Aveiro.
Lei: Noi in Spagna abbiamo fatto dei viaggi, abbiamo visitato i paesi lungo il confine... (bla, bla, bla...)
Il prof. cerca di interromperla a più riprese, poi ci rinuncia, si siede e aspetta la fine dello sproloquio.La incontro fuori dalla segreteria.
Vabbè.
Io: Scusa, stai aspettando di parlare con il segretario?
Lei: Jacques è un uomo dell'800, ci credi che non ha un'email e non è su Facebook? Allora gli ho detto che... (bla, bla, bla...)
E vorrei precisare che Jacques non è il segretario... - La traduttrice-dottoranda slovena. Si deve addottorare in francesistica ma studia portoghese perché "le piace". Mentre è qui viaggia per il Portogallo facendo coach-surfing, vanta i pregi delle spiagge per nudisti, insiste sul fatto di essere vegetariana, si picca di rispondere male a chi fa qualche commento anche solo lontanamente maschilista (come quando trova in un esercizio di grammatica la frase "la donna va a fare la spesa")...
- Il contingente orientale. Sono tanti e all'inizio era impressionante da vedere. Ma poi scopri che sono molto vari: c'è la giapponese che ha sposato un portoghese e vive qui da anni, c'è il cinese che arriva da Pechino con sovvenzioni del governo cinese, c'è il gruppo delle universitarie di Macao (ex colonia portoghese), c'è il brasiliano figlio di immigrati cinesi in Brasile ma che studia all'università portoghese di Macao, c'è la cilena figlia di immigrati coreani che vive negli Stati Uniti ma si spaccia per spagnola (v. alla voce "triade spagnola"), c'è il giapponese che in patria studia portoghese ed è qui per un semestre intensivo... e tanti altri che ancora non distinguo, perché se non partecipano attivamente alle lezioni non si fanno riconoscere e sembrano ancora tutti uguali... Insomma, ci sono tante storie diverse.
- La triade spagnola. Sono tre, sono giovani e belle, e quanto all'essere spagnole le accomuna il fatto di parlare castigliano e di pensare che "il portoghese lo parliamo bene, quindi perché sforzarci? Stiamo tra di noi e parliamo spagnolo che è meglio. Ti dà fastidio? Ah, ma scusa, ma tu lo capisci lo spagnolo? Ah, no? Beh, ciao". Oltre alla cilena-coreana-statunitense ci sono un'italiana che in qualche anno di vita a Madrid ha scordato la sua lingua madre e ora studia il portoghese per poi presentarsi come trilingue, e una (lei sì) spagnola.
- La corte inglese. Gli inglesi sono due (pensionati esclusi) e sono snob. Sarà perché sono studenti di Oxford, ma si atteggiano a noi-siamo-troppo-bravi-per-parlare-con-voi, con il risultato che il loro portoghese orale, a lezione, è ai limiti dell'incomprensibile. Al di fuori delle lezioni parlano rigorosamente in inglese, solo tra di loro o con la loro corte. Corte che in parte è volontaria, come nel caso delle ragazze croate che "fanno la corte" a lui, e in parte è forzata: mi viene in mente il caso di un ragazzo canadese che si sforza il più possibile di parlare con tutti e sempre in portoghese, ma regolarmente viene apostrofato da loro e costretto a parlare in inglese...
- Gli altri spagnoli. Nonostante il numero e il rischio di sopraffazione, in realtà non è difficile andarci d'accordo. Il difficile è che anche se cercano di parlare portoghese (e non è detto, v. alla voce "la triade spagnola"), si dimenticano di fare i pochi cambiamenti necessari e dopo poche parole già ti parlano spagnolo. Strano però che i professori non se ne accorgano: l'altro giorno ho sentito la presentazione orale di una di loro a lezione e mi aspettavo che la prof. le ricordasse che si trattava di un corso di portoghese... invece le ha detto "molto bene!!"
- La compagine dei pensionati. C'è il belga che dopo essere stato professore di educazione tecnica per una vita, rifiuta ogni tipo di tecnologia, scrive solo con carta e penna rifiutandosi di avvicinarsi al computer, ma si riconosce dalle penne vecchio stile, dalle matite con le punte sempre perfettamente temperate... e dall'odore di fumo che lo circonda. C'è la coppia di San Francisco, che vanta una non meglio precisata ascendenza portoghese in nome della quale sostenere che Lisbona e San Francisco sono uguali. E c'è la coppia inglese che sta costruendo una casa appena fuori Coimbra, alla ricerca di un po' di sole dopo aver vissuto a Londra e a Parigi tutta la vita (gli inglesi che fanno così sono tanti, al punto che ormai i portoghesi chiamano l'Algarve "la colonia inglese". C'è da dire però che i rapporti Portogallo-Inghilterra hanno radici che si perdono nella notte dei tempi, al punto che in portoghese c'è un modo di dire, "fare qualcosa per far vedere all'inglese", che significa fare qualcosa solo per le apparenze).
E questo è solo per darvi un'idea dell'ambiente in cui ho vissuto queste ultime settimane. Questo:
beh, se prima pensavamo che i portoghesi non fossero tutti a posto con la testa, adesso lo pensiamo per tutto il mondo!
RispondiEliminaaspetta di leggere quello che scrivo oggi, poi capirai che i portoghesi sono comunque un popolo a parte!
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