Ovvero: il seguito delle avventure di Opedro e Atelma.
Ovvero: fenomenologia della mia cucina.
Capitolo 1 - Amare gli animali
(dove si scoprono i contenuti del frigorifero)
Qualche giorno fa ero in cucina a cucinare mentre i miei coinquilini stavano già mangiando in sala. A un certo punto entra Atelma con in mano un piatto semivuoto, apre il congelatore, tira fuori una busta di plastica e inizia ad armeggiare con i contenuti del piatto.
Io la guardo perplessa.
Lei ricambia lo sguardo.
Io la guardo.
Lei mi guarda.
E dice: "Metto via le ossa così le porto ai miei cani". (Cioè, aggiungeva le ossa della carne mangiata a pranzo alle altre ossa già raccolte nel sacchettino di plastica nel congelatore).
Io resto interdetta e non rispondo. D'altronde, cosa rispondereste in una situazione del genere? Lei allora pensa che io non abbia capito e mi spiega: "Sai, a casa mia ho due cani, congelo le ossa durante la settimana così il venerdì gliele porto".
A quel punto devo trovare qualcosa da dire. Alla fine me ne esco con un debole: "E non si rovinano, a congelarle...?"
Atelma mi ha lanciato uno sguardo poco compassionevole, evidentemente pensando che fossi scema.
Capitolo 2 - Filosofia della vita in cucina
(dove ci si scontra con le convinzioni portoghesi sulla preparazione dei pasti)
Giorni dopo, di sera, stavo di nuovo cucinando. Ora, non so voi, ma io non accendo sempre l'aspiratore, dipende da cosa sto cucinando -- soprattutto qui, visto che ho la dispensa giusto sopra i fornelli e l'aspiratore me la riempie di vapore e polvere, preferisco evitarlo.
Entra Opedro (quello che non cucina mai, che non sa neanche come è fatto un fornello perché sa solo riscaldare al microonde cibi precotte), mi guarda e fa un cenno verso i fornelli.
"Quando cucini, accendi sempre l'aspiratore", mi fa, tra i denti.
Io obbedisco e poi rispondo: "Beh, ma non serve sempre, dipende da cosa si cucina".
E lui: "No, accendilo sempre. Così aspira i gas".
I gas? Quali gas? Se non ti dà fastidio neanche l'odore delle immondizie in decomposizione, ti infastidiscono i profumi della mia cena? Boh.
Capitolo 3 - Ho incontrato un fantasma in cucina
(dove si parla di problemi di gambe)
Ho incontrato un fantasma in cucina e ci ho pure parlato! Stasera, mentre cenavo, è entrato il Fantasma per prendersi qualcosa di cena: anche lui ha tirato fuori un tupperware dal frigo, ha versato due mestoli di quella brodaglia in una ciotola e ha infilato la ciotola nel microonde. Che sia questo ciò che i portoghesi chiamano cucina? Quello che non vi ho ancora raccontato è che il Fantasma cammina con le stampelle, il che può rendere difficoltoso trasportare una ciotola bollente fino in camera (perché, come vi accennavo, il Fantasma non mangia mai fuori dalla sua camera). Così gli ho offerto aiuto e gli ho portato la "cena" in camera.
Quello che volevo sottolineare però sono le stampelle. Quando sono arrivata, pensavo si trattasse semplicemente di una gamba rotta, invece è passato un sacco di tempo e lui ancora non si muove senza stampelle. La cosa che mi ha stupito è che a Coimbra ci sono tantissime persone con problemi a camminare: per strada si incontrano tantissimi zoppi e anche tra quelli che non lo sono è facile sentire qualcuno lamentarsi per un ginocchio che non si piega, una caviglia che ancora dà fastidio dopo mesi, altri problemi non meglio specificati alle gambe. Allora io mi chiedo: è perché mangiano troppa carne? (allora posso stare tranquilla); è per via delle strade sconnesse, delle salite e delle discese? (allora diventerò zoppa anch'io); o è semplicemente perché se si fanno male poi continuano a giocare a calcio, salvo lamentarsi ogni volta che perdono perché "oggi non ho giocato bene, ma la gamba ancora non è guarita del tutto"?
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