Scusate l'assenza. Tra una visita che abbiamo ricevuto e un viaggio dovuto, il mese di giugno è sparito nel nulla. Ma non vi preoccupate, sono ancora viva. E indovinate di cosa vi parlo oggi?
Ebbene sì, non posso non parlarvi degli Europei. Non perché mi interessino, ma perché in Portogallo è proprio difficile ignorarli.
Soprattutto per un'italiana, soprattutto dopo la partita di ieri, la partita che il Portogallo ha perso contro il nemico di sempre, la Spagna. Perché ecco cosa mi aspetta:
Devo dire comunque che il tifo in Portogallo è diverso. Io pensavo che il tifo fosse tifo, al massimo cambiasse il numero di persone coinvolte o la capacità di gridare più forte degli altri. Invece no.
Lunedì, durante la partita Italia-Inghilterra, tentavo di prendere sonno in una camera affacciata su un cortile romano. Lì era possibile seguire tutta la partita senza bisogno di accendere la TV, ascoltando tutte le voci attorno al cortile urlare in coro: "Nooooo!" oppure "Ahhhhhh!" o ancora "Gol!Gol!Gol! Noooo!" e concludere con un sospiro collettivo. E dopo l'ultimo fischio sono iniziate le trombe, gli spari, i giri di clacson fino a notte fonda.
Ieri, durante la partita Portogallo-Inghilterra, ho percorso due volte la nostra via, ma tornata a casa ho dovuto accendere la TV per scoprire lo 0-0. Qui ognuno gridava per conto suo, chi prima, chi dopo, chi una cosa, chi un'altra, le voci che si accavallavano ma senza mai unirsi. Commento del Correttore di bozze:
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| Il logo di Euro 2012 è stato disegnato da un'agenzia portoghese |
Soprattutto per un'italiana, soprattutto dopo la partita di ieri, la partita che il Portogallo ha perso contro il nemico di sempre, la Spagna. Perché ecco cosa mi aspetta:
- Se oggi l'Italia batte la Germania, domenica incontra la Spagna in finale:
- se vince l'Italia, mi aspetta una settimana di congratulazioni e festeggiamenti "per interposta persona", come se avessimo vinto per vendicare i portoghesi, e sinceramente non sono la persona adatta a sorbirmi tanto
- se la Spagna ci sconfigge, mi aspettano giorni e giorni di commiserazione, del genere "se hanno battuto noi, che speranza avevate voi", con grandi pacche sulle spalle e l'aspettativa di un trattamento da fratelli nella sventura
- Se oggi l'Italia perde contro la Germania, sabato incontra il Portogallo per la finale per il 3° posto:
- se l'Italia batte il Portogallo, loro non la prenderanno bene: mi conviene chiudermi in casa e non aprire a nessuno per almeno una settimana
- se vince il Portogallo, è ancora peggio: dovrò sorbirmi i risolini e le battute di scherno per almeno un paio di anni a venire...
Devo dire comunque che il tifo in Portogallo è diverso. Io pensavo che il tifo fosse tifo, al massimo cambiasse il numero di persone coinvolte o la capacità di gridare più forte degli altri. Invece no.
Lunedì, durante la partita Italia-Inghilterra, tentavo di prendere sonno in una camera affacciata su un cortile romano. Lì era possibile seguire tutta la partita senza bisogno di accendere la TV, ascoltando tutte le voci attorno al cortile urlare in coro: "Nooooo!" oppure "Ahhhhhh!" o ancora "Gol!Gol!Gol! Noooo!" e concludere con un sospiro collettivo. E dopo l'ultimo fischio sono iniziate le trombe, gli spari, i giri di clacson fino a notte fonda.
Ieri, durante la partita Portogallo-Inghilterra, ho percorso due volte la nostra via, ma tornata a casa ho dovuto accendere la TV per scoprire lo 0-0. Qui ognuno gridava per conto suo, chi prima, chi dopo, chi una cosa, chi un'altra, le voci che si accavallavano ma senza mai unirsi. Commento del Correttore di bozze:
È proprio come giocano a calcio: se uno è in possesso di palla, deve arrivare da solo e fare gol da solo, passare a un compagno di squadra sarebbe disdicevole, anche se il compagno è libero...Poi, ovviamente, niente festa, ma quello dipende dal risultato. E c'è stato un temerario, uno spagnolo senza paura, che viaggiava per la notte a festeggiare la vittoria a suon di clacson, ma non garantisco della sua incolumità.


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