(photo credit: leorolim on Flickr)
Poi mi ha accolto una Coimbra vestita a festa, dove mi sono abbuffata di libri in portoghese, di sole fresco, di conversazioni ascoltate di nascosto per mettere alla prova la mia capacità di capire (risposta: no, non capisco), di annunci interessanti a cui non ho mai risposto, della mia coscienza di non avere (e del desiderio e della necessità di sviluppare) la giusta faccia tosta per creare contatti con le persone attorno a me, e anche, naturalmente, di dolci creme d'uovo.
"Buone feste" dicono le luci natalizie della città sul Mondego
(photo credit: Jason's Travel Photography on Flickr)
Una passeggiata sulle vie del centro e A. mi ha riportato a bere l'amendoa amarga, questa volta in un posto ancora più incredibile: il Café Santa Cruz, con le sue volte, le vetrate e ancora le strutture di legno dei confessionali della chiesa che un tempo era al suo posto (peccato esserci persi, solo per un giorno, la musica in quell'acustica straordinaria). E in un pomeriggio di sole abbiamo visitato il giardino degli innamorati di Coimbra, il Penedo da Saudade.
(Photo credit: Carmo Costa on Panoramio)
Tornerò, Coimbra, tornerò presto.
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